Doppio appuntamento con il Premio Ciampi: “Musica per gli Occhi”, 70m2 e Franco Battiato in concerto al Teatro Goldoni: la recensione

Federico Paoli 6 novembre 2014 0

70m2_bassadi Verso Blu
“Le pareti del cervello non hanno più finestre”. Quali sono “i colori del buio? Affacciarsi e vedere per credere a cosa è il nuovo spettacolo di Franco Battiato, scaturito dal disco “Joe Patti’s experimental group”, progetto di musica elettronica sperimentale. Qualcosa che riporta ai suoi anni ’70, quando Franco era avanguardia e usava il VCS (un sintetizzatore analogico) prima ancora dei Pink Floyd. Oggi è di nuovo lì, a metter davanti la ricerca al pop, senza perdere la sua vena esistenziale e, al contempo, senza curarsi troppo di compiacere il pubblico. Tanto i fedelissimi ci sono, mentre a quelli come me resta il gusto di non trovarsi mai di fronte a qualcosa di banale, quando Battiato sale sul palco.
Lo ha fatto anche per il Premio Ciampi, al Teatro Goldoni, portando due ore circa di show sostanzialmente diviso in due parti. La prima, in tre sul palco, con il fido Pino “Pinaxa” Pischetola al fianco per guidare le basi elettroniche, crea una situazione ambient, minimale, che tiene svegli quanto basta; dove le parole sono centellinate e la musica reca i sensi altrove, placidi e dismessi dal mondo come lo vediamo tutti i giorni. Battiato canta anche in tedesco e in arabo, poi dà una svolta di repertorio e torna al pop melodico, per lo più accompagnato dal pianoforte. E qui si va da “L’ombra della luce” a “Il re del mondo”, “Niente è come sembra”, “Lode all’inviolato”, “La cura”, “E ti vengo a cercare”.
Nel pomeriggio, il Premio Ciampi era passato dallo studio di architettura 70m2, che ha proposto una cosa interessante: “Musica per gli occhi”, una mostra di quattordici artisti, illustratori e fotografi che interpretano le copertine di album di successo: così Giga dà la sua versione di “L’album di Piero Ciampi”, mentre Riccardo Sevieri scompone a modo suo “White album” dei Beatles, e poi ci sono le opere di Luca Bellandi, Micheal Rotondi, Riccardo Bargellini e tanti altri. L’esposizione durerà fino al 6 dicembre ed è stata inaugurata con tanto di intermezzo musicale, realizzato da Nino Pellegrini al contrabbasso con la voce notevolmente jazz di Michela Lombardi. In due hanno proposto brani da “Tapestry” di Carole King, per poi passare ai Beatles, fino a rendere omaggio con disinvoltura a Piero Ciampi, in “Hai lasciato a casa il tuo sorriso”.

Lascia un commento »