Bobo Rondelli in “Ciampi ve lo faccio vedere io”: la recensione

Federico Paoli 7 novembre 2014 0

di Verso Blu

DSC00753_bassaUna confessione, per interposta persona. Un viaggio, un documento da salvare; un salvagente per tenere a galla chi dal mare va, e al mare viene. L’emulazione non c’entra, l’omaggio sì, con la retorica del caso che va a farsi benedire quando Bobo smette di cantare e spruzza grezze gemme di vitalogia. Perché “Ciampi sì, – dice Rondelli – è bello diffonderlo, anche se a volte non ce la faccio più dal dolore che provo nel cantare le sue canzoni. Ciampi è un viaggio interiore, nudo e crudo; lui raccontava le ferite con le canzoni, ma ovviamente io in ogni brano ci vedo una donna diversa”. Primo siparietto, dopo i primi due brani (“Fino all’ultimo minuto” e “Livorno”) esibiti in “Ciampi ve lo faccio vedere io”, lo spettacolo che ha portato Bobo Rondelli dentro il ventennale del Premio Ciampi, al Teatro Goldoni, in un evento targato The Cage. Sul palco, con Bobo, Fabio Marchiori al piano, Filippo Ceccarini alla tromba e una bottiglia di vino da condividere, “perché interpretare Ciampi senza bere vino sarebbe da bugiardi”. E allora salgono le note come l’alcool, come le emozioni sprigionate in diciassette brani del repertorio ciampiano. Per lo più triste e malinconico, ma tra un pezzo e l’altro quella pellaccia di Bobo tira fuori sempre una battuta, un modo per ridere con il suo pubblico, che lo riporta alla sua migliore dimensione, quella di cantore del costume livornese, nel bene e nel male.
Quando canta “Il merlo”, Bobo cambia il soggetto e dice: “Piero prestami una canzone, da cantareDSC00714_bassa allo spettatore, perché sono senza una lira. E’ il motivo principale per cui sono qui”. In realtà, è lì anche per sentirsi se stesso, viversi e sdraiarsi sul palco, oppure danzare o imprecare anche contro il nostro Primo Ministro: “O ‘un faceva meglio a vendere il folletto, sarebbe stato più bravo”. Su “Lungo treno del sud” si chiude l’omaggio a Piero, quindi Bobo riceve, con tanto di forma poetica, la Targa speciale 2014 da Massimiliano Mangoni e Franco Carratori. Poi si riprende la scena, per altri sei brani, tra cover e pezzi propri, come la struggente lirica dedicata alla madre scomparsa. E infine il suo canto per Livorno, “Madame Sitri”, che se vogliamo è il più degno passaggio di consegne tra Piero e Roberto. Avanti va.
La tracklist del concerto: Fino all’ultimo minuto – Livorno – Non so più niente – Il merlo – Il vino – Ha tutte le carte in regola – Tu no – Il Natale è il 24 – Sporca estate – Ma che buffa che sei – Don Chisciotte – Quaranta soldati, quaranta sorelle – Io e te, Maria – Sul porto di Livorno – Adius – In un palazzo di giustizia – Lungo treno del sud. Encore 1: Il cielo è di tutti – (Canzone per la madre) – Ballata di una tromba – Mia dolce anima – Perfect day – Madame Sitri.

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