Premiazioni vincitori Premio Valigie Rosse 2014 e concerto dei Letti Sfatti con Tricarico – in apertura, Rossella Seno: la recensione

Federico Paoli 9 novembre 2014 0

DSC01136-(2)_bassa“Il passaggio dalla musica alla poesia è un aspetto costitutivo della figura di Piero Campi”. In due parole, Franco Carratori spiega il senso di una serata, quella che ha visto al Nuovo Teatro delle Commedie intrecciarsi appunto suoni e parole, versi e strofe. Senza stonare o cozzare gli uni acanto agli altri,
bensì creando una sinergia armonica che ha segnato il mood di un evento particolare, fatto anche di commistioni, della capacità del Premio Ciampi di attrarre risorse umane da fuori. E’ questo l’aspetto che più mi colpisce, perché fa il bene di Livorno, troppo spesso abituata a specchiarsi, a DSC01152-(2)_bassabastarsi. Invece, ieri sera no, non è stata la classica liturgia di una città che canta il suo eroe; c’è stato l’incontro di più voci e testimonianze, anche dall’estero, per dare un respiro più ampio alla dimensione locale. Merito di Valigie Rosse, la sezione poetica del Premio Ciampi, che a Livorno ha portato due nomi da latitudini superiori. Dal Veneto ecco Francesco Targhetta, a cui il premio per la categoria nazionale va, nelle parole di Paolo Maccari, “non solo alla sua carriera, DSC01193_bassama anche sotto forma di auspicio per il futuro”. E lui risponde così: “Per me è un onore donare poesie al Premio, anche perché sono sempre stato fan di Ciampi. Con “Le cose sono due”, e con la sua poetica nel complesso, Targhetta racconta l’immaginario della sua generazione, racconta ciò che la sua generazione usa per veicolare la propria fantasia.
Dalla Repubblica Ceca, accompagnato dalla moglie che dà pure un saggio delle sue doti canore, ecco Petr Hruska, vincitore del Premio Valigie Rosse 2014 per la sezione straniera. Cresciuto sotto l’ombra del regime comunista cecoslovacco, Petr ricorda i tempi in cui “anche la tristezza era vietata, così come la poesia che poneva domande o andava oltre lo status quo”. Dalle letture, la scena si sposta cordialmente allaDSC01223_bassa musica: prima quella di Rossella Seno, che canta e recita Ciampi senza il minimo impaccio, con la grazia di una voce pulita e soave; poi salgono sul palco i Letti Sfatti e Tricarico. Napoli e Milano insieme, ecco un altro esempio di commistione. Due accenti che danno ai testi di Piero un’altra posa, per di più accompagnati da percussioni di fortuna, fatte di pentole e attrezzi da cucina. Una veste insolita per questa inedita combriccola che a tratti improvvisa, a tratti riporta i presenti ai tempi in cui Tricarico cantava “Io sono Francesco” e sognava una “Vita tranquilla”.

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