Ciampi ve lo faccio vedere io – Live report

Gabriele 10 novembre 2014 0

Bobo Rondelli_3

E-mo-zio-ne

dal latino:e fuori moveo muovo, agito.

È il nesso fra un universo puramente interno e il mondo di tutti. È la manifestazione diretta dell’inconoscibile agitazione che è il nostro primo movente, il primo motore. È ciò che dissimulato, alterato, sofisticato, incompreso fuori di sé, genera i mostri dell’animo umano, che non conoscono compassione, complicità, partecipazione – e quindi, libertà. È il picco più potente dell’animo.

Ci aspetta una forte pioggia di emozioni al Teatro Goldoni di Livorno per lo spettacolo di Bobo RondelliCiampi ve lo faccio vedere io”.

Una serata evento organizzata dall’Associazione culturale “The Cage” e dall’Associazione Premio Ciampi.

Due vite, quelle di Piero e Bobo divise dal tempo ma che spesso trovano punti in comune, tanto che la critica si è frequentemente spesa in paragoni tra i due. Una serata che circolava nell’aria da un po’ e che finalmente trova la sua realizzazione in questo 6 novembre in occasione del Premio Ciampi 2014.

Pensando a Piero vengono subito alla mente le canzoni, il vino, le fughe, gli amori. Dall’oscura gavetta come primo e unico chansonnier italiano a Parigi, ai capolavori degli anni 70 che hanno reinventato la nostra musica d’autore. Piero Ciampi è un’eccezione assoluta. Una vita a precipizio: fuori dalle logiche e dagli schemi. È una musica che gli somiglia: eccentrica e avveniristica, spiazzante e inimitabile precorritrice della scena alternativa italiana. Una guerra, quella di Piero che sembra non finire mai, perché non si combatte con le armi ma col cuore. L’altro invece è uno dei più apprezzati cantautori italiani e le sue canzoni sono caratterizzate da un abbraccio inestricabile tra l’onnipresente ironia e una sottile ma imprescindibile vena malinconica. Bobo Rondelli è oggi il geniale e sconsiderato cantautore che di questo mondo vivace e plebeo è la voce più autentica, esilarante e commovente. Per tutti questi motivi e per altri centinaia di motivi, questa sera provo un certo brivido davanti al sempre bellissimo e struggente Teatro Goldoni di Livorno per un appuntamento destinato a rimanere nella testa e nei cuori di tutte quelle persone che hanno sempre amato Piero e che adesso non possono che rivederlo riflesso nelle canzoni, nelle poesie del suo concittadino Bobo Rondelli. La scena è scarna, ci sono solo un pianoforte, un leggio, dei microfoni e una bottiglia di vino rosso. Sono circa le dieci e mentre occupo la mia poltroncina rossa numero diciotto, il teatro è quasi pieno e quando le luci si spengono, fa il suo ingresso in scena Bobo Rondelli con Fabio Marchiori al pianoforte e Filippo Ceccarini alla tromba.

Fino all’ultimo minuto ti ho tenuta accanto a me.

Fino all’ultimo minuto non volevo dirti addio…

Fino all’ultimo minuto” è la prima canzone della serata seguita da quello che è un autentico itinerario per solitari che porta fino a dentro il porto con la canzone: “Livorno”. Piero Ciampi è un viaggio nudo e crudo nel raccontare queste ferite dell’anima: “Non so più niente” e poi Bobo invoca Piero in persona e gli chiede di prestargli una canzone perché è senza una lira e così canta: “Il Merlo”. Il pubblico è estasiato, applaude e ride alle battute di Bobo Rondelli che intanto sorseggia vino con i due amici sul palco e si rivolge ancora al pubblico prima di intonare le prime note de: “Il Vino” e ci porta nelle osterie di un tempo doveva si beveva, si stava in compagnia, si faceva anche a cazzotti ma poi s’era di nuovo amici. A seguire una canzone che è un manifesto dell’artista: “Ha tutte le carte in regola” e poi ancora: “Tu no” e Bobo ci ricorda che senza affetti ci si trova sempre da soli: “Il Natale è il 24” e poi: “Sporca estate”. Piero Ciampi si divideva tra profonda spiritualità e rabbia: “Ma che buffa che sei” e poi dipinge con la voce e con la poesia un quadro tipico livornese con dentro tutti quei marinai: “40 soldati 40 sorelle” poi: “Io e te Maria” – “Il porto di Livorno” e ancora: “Adius” dove probabilmente dentro questa canzone avviene il contatto tra Piero e Bobo, a un certo punto sembrano abbracciarsi sul palco. Toglierei le patenti a tutti, tutti in strada a bere vino e dopo una risata collettiva riprende a cantare: “Palazzo di giustizia” e si leva un grido…

vuoi spiegare una vita con due frasi?

Il viaggio con i due cantautori si conclude con: “Lungo treno del sud” e lentamente si allontanano e quando il convoglio sembra scomparire all’orizzonte si intravedono due mani che ci salutano dal treno in corsa verso un altrove che è quel luogo sempre così vicino alla nostra anima.

Bobo viene premiato con la targa speciale del Premio Ciampi 2014 e ringrazia cantando la canzone sul testo di Gianni Rodari: “Il cielo è di tutti”

C’è il tempo anche per far ascoltare una nuova canzone dedicata alla madre recentemente scomparsa e cala un silenzio assordante perché da ogni poltroncina del teatro probabilmente sta cadendo una piccola lacrima e un brivido avvolge l’intero teatro in un dolcissimo abbraccio.

Seguono ancora tre canzoni “Ballata triste di una tromba”, “Perfect Day” e “Madame Sitrì”.

Alla fine dello spettacolo l’applauso sembra non voler finire mai e si ha come la consapevolezza che Bobo Rondelli non abbia solo voluto rendere omaggio ad un grande artista, poeta e cantautore come Piero Ciampi ma forse e più semplicemente, il suo desiderio era quello di ritrovarsi con un vecchio amico che non vedeva da tempo e cantare quelle canzoni così cariche di ricordi nella loro città, nelle loro strade, nella loro Livorno.

All’uscita del teatro proviamo tutti uno strano sentimento e camminando dentro questa sera di novembre ce lo portiamo fino a casa e inconsapevolmente alle nostre spalle lasciamo delle scie colorate e lunghissime.

Fino all’ultimo minuto ti ho tenuta accanto a me.

Fino all’ultimo minuto non volevo dirti addio…

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