Giornata finale del Premio Ciampi 2014: premiazione dei vincitori, presentazioni libri e il gran concerto finale: la recensione

Federico Paoli 10 novembre 2014 0

di Verso Blu

flm_bassaUna maratona, un fermento culturale che ricorda a Livorno quanto spazio può esserci per sollevarsi dall’omologazione, e rivendicare qualcosa di più, di diverso. D’altronde, Piero Ciampi era un ribelle, un anticonformista, uno che usava la poesia per sbeffeggiare la società del suo tempo e immaginare un mondo diverso. “Ma – si chiede Tricarico – i tempi che ricordiamo ci sembrano più belli in quanto passati, oppure erano veramente migliori di quelli odierni?” Spazio alle opinioni, ma vivere il nostro tempo è un dovere che ci sprona anche a condividere momenti come quelli vissuti al Teatro Goldoni, nella giornata conclusiva del ventennale del Premio Ciampi. Non tanto per i cerimoniali, quanto più per l’aria che si respira, elettrizzante, mentre l’organizzazione macina chilometri di parole, pensieri e pavimenti per far sì che tutto scorra, e la gente arriva, sempre di più, a disegnare i contorni di un successo, quello di un edizione del Premio che non deve passare invano. Possibile che a Livorno non si possa andare oltre Effetto Venezia? Il Premio Ciampi può fare la sua parte, per dare a Livorno più grandi ambizioni in tema di grandi eventi. Intanto, il racconto, preceduto dal ringraziamento per due settimane che in città hanno aperto un varco alla condivisione di spazi, idee e prospettive culturali.
“Un mega palco che attraversa la città, con al centro la figura di Piero Ciampi”: Franco Carratori, direttore artistico del Premio, lo ha ripetutovirtuosisanmartino_bassa più volte in questi giorni, per dare il senso di ciò che ha voluto essere questo ventennale, ben lungi da un ventennio.
Il grande palco, alla fine, si è posato dentro il più grande teatro di Livorno, riempito sin dal pomeriggio, e via fino alle ore piccole. Nella Sala Mascagni del Goldoni, il pomeriggio ha ospitato la premiazione dei vincitori del Premio Ciampi 2014: i Filarmonica Municipale LaCrisi hanno vinto il concorso nazionale, mentre ai Virtuosi di San Martino è andato il premio per la miglior cover di Ciampi (“Andare, camminare, lavorare”), e al britannico Blair Dunlop il premio speciale della Giuria. Coinvolgenti, le presentazioni dei libri “Identikit di un ribelle” di Piero Pelù e “Ho ucciso un principio. Vita e morte di Gaetano Bresci, l’anarchico che sparò al re” di Paolo Pasi, così come l’intervento di Marco Lenzi sui risultati più significativi della sua ricerca biografica su Piero Ciampi.
nada_bassaQuindi, spazio alla musica, che comincia fuori dal teatro. Un girotondo, un manipolo di musicisti in cerchio, quelli della Banda Libera dell’SVS, che a suon di fiati e percussioni intonano brani di Piero e così entrano a poco a poco in teatro, fin sopra il palco, per dare il via al gran concerto finale. Che dura oltre quattro ore, e io ho la fortuna di guardarmelo accanto a Bobo Rondelli, così il tempo vola come le note che ci portano tutti un po’ più su, a cena sulle stelle, immaginando Piero tra noi. La performance teatrale della compagnia Mayor Von Frinzius, che include attori disabili e normodotati, strappa applausi e poi lascia spazio a tutti quelli che, introdotti dall’ottimo Paolo Pasi, guadagnano il palco. Nell’ordine: Virtuosi di San Martino, Maldestro, Valigie Rosse, Gatti Mézzi, Franco Carratori per un siparietto con Paolo Pasi, Filarmonica Municipale LaCrisi, Blair Dunlop, Nada, Letti Sfatti con Tricarico, Bandabardò e Piero Pelù. Come Ciampi, quest’ultimo fa Piero di nome e per la prima volta canta due brani de “Litaliano” (“Barbara non c’è” e “Il vino”), alternati ad alcune perle del suo repertorio, sul tramonto di una notte che ha visto un momento toccante quando una delegazione di lavoratori della Trw è salita sul palco per leggere un documento e dire che “Livorno ha bisogno di lavoro”. Il messaggio non è fuoriluogo e Ciampi avrebbe gradito, come tutti quelli che hanno scelto il Goldoni per dare un’altra chance a questa città, nel nome di Piero.

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