Outsiders: storie di giovani migranti #5

Silvia Trovato 13 novembre 2014 0

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Le storie di Uzman, Abdoulaye e Mbaye Sher raccolte grazie al progetto “Outsiders: storie di giovani migranti forzati” a cura di Arci Solidarietà Livorno.

Uzman, 29 anni, Pakistan.

«Mi chiamo Uzman ho 29 anni e vengo dal Pakistan.
Sono partito un anno e cinque mesi fa perché in Pakistan la vita è molto difficile a causa dei talebani e del terrorismo. La mia famiglia è rimasta laggiù. Il viaggio è stato difficile, sono passato dall’Iran, dalla Turchia, dalla Grecia. L’Italia è un paese buono per rifugiati e poi c’è Papa Francesco. Sono arrivato in Puglia e dalla questura mi hanno mandato al campo di Bari dove sono stato un anno. Ero malato, avevo la tbc e sono stato tre mesi in ospedale, poi sono arrivato a Lucca. Ci troviamo bene con gli operatori dell’Arci. Qui vado a scuola, imparo l’italiano e il sabato e la domenica cerco lavoro in campagna. In Pakistan c’era più lavoro che in Italia ma in Pakistan ci sono i talebani che hanno molto potere. Mi piacerebbe stabilirmi finalmente; sto provando a imparare la lingua e ancora non ho fatto nuove amicizie ma le persone mi piacciono qui, io mi sento finalmente a casa».



Abdoulaye, 22 anni, Mali.

«Mi chiamo Abdoulaye konte, ho 22 anni e vengo dal Mali.
In Mali c’è stata la guerra e io sono scappato il 5 dicembre 2012; sono andato in Algeria, poi in Libia e poi sono arrivato in Sicilia. È stato molto difficile, perché non avevo soldi e sono partito con l’aiuto di un amico che mi ha aiutato finanziariamente. Quando sono arrivato con la nave in Sicilia la polizia mi ha aiutato ad arrivare a Pisa e poi a Livorno, dove sono ospite dell’Hotel Ariston. Mi trovo molto bene con gli operatori dell’Arci. Ho iniziato anche a farmi degli amici italiani, tutto è cominciato grazie a una partita di calcetto. Il mio problema principale è quello di trovare lavoro e riuscire a mandare qualcosa alla mia famiglia. Mi piacerebbe tornare nel mio paese una volta che la situazione si sarà stabilizzata».

Mbaye, 22, Gambia – Birkau

«Mi chiamo Mbaye Sher, ho 22 anni e vengo dal Gambia.
Sono scappato dal mio paese dove ho dovuto lasciare tutta la mia famiglia. Dal Gambia sono andato in Senegal, poi in Mali, Nigeria, Burkina Faso, Niger e quindi in Libia. Dalla Libia sono arrivato in Sicilia e poi sono arrivato in Toscana a Pisa e poi a Livorno. A Livorno l’accoglienza è qualcosa che si percepisce in modo reale, le persone sono calorose. Per ora sono ospitato dall’Hotel Città ma la preoccupazione fissa che ho è ai documenti che devono arrivare. Gli operatori dell’Arci mi hanno sempre sostenuto e curato e meglio di così non potevo sperare. Con i livornesi anche se c’è un problema di lingua cerchiamo comunque di comunicare anche con i gesti. Per il mio paese ho sempre un pensiero e da quando sono partito ci penso ogni giorno. I miei genitori sono anziani e prima che muoiano vorrei rivederli un’ultima volta».

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