Casale Monferrato, una storia da raccontare e raccontare

Federico Bernini 17 dicembre 2014 0

Casale Monferrato assemblea cittadina presso la Sala Tartara.

Questa è una di quelle storie che è bene raccontare a distanza di qualche tempo dall’accadimento dei fatti, perché ne resti memoria, perché si continui a parlarne.

È la storia senza fine di Casale Monferrato e dei suoi morti di amianto, materiale cancerogeno trattato e lavorato dalla Eternit azienda che si insediò nel casalese agli inizi del ‘900 (rimandiamo per approfondimenti ad un ampio reportage di cronaca curato dal quotidiano La Stampa).

La storia dell’amianto su questi territori è vecchia, come vecchie sono le morti di mesotelioma pleurico, tanto che nel corso degli anni nasce l’AFeVA, l’Associazione dei Familiari Vittime dell’Amianto, che inizia una battaglia legale contro l’Eternit e Stephan Schmidheiny per disastro ambientale a Casale Monferrato, tante sono le vittime, lavoratori e non, che a causa dell’amianto hanno contratto il mesotelioma.

Casale Monferrato assemblea cittadina presso la Sala Tartara.

L’oggetto del processo è stato appunto il disastro ambientale e non le singole morti, proprio per questo il percorso giudiziario si chiude con la sentenza della Corte di Cassazione che, il 19 novembre 2014, prescrive il reato di disastro ambientale dato che l’azienda chiuse nel 1986 e le morti accertate furono successive a quella data. In sostanza, dato che l’azienda adesso è chiusa e che le morti sono avvenute dopo il 1986, il reato è prescritto.

Fiaccolata per il centro di Casale Monferrato dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul caso Eternit.

Eppure l’amianto continua a mietere vittime, visti anche i lunghi tempi di formulazione della diagnosi del mesotelioma, ma soprattutto i tempi di esposizione all’amianto non possono essere stabiliti da una data, le sue polveri non decadono allo scadere di una data.

È questo probabile eccesso di formalismo giuridico che ha portato alla formulazione di una sentenza ingiusta, tale possiamo definirla dato che da un punto di vista tecnico-scientifico i danni dell’esposizione all’amianto sono comprovati e riconosciuti.

A distanza di quasi un mese vogliamo raccontarvi questa storia, con il contributo di una video intervista a Bruno Pesce, storico leader della lotta casalese contro il disastro ambientale provocato dall’Eternit dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny.

 

Lascia un commento »