Marche Republicaine: una testimonianza diretta.

Federico Bernini 12 gennaio 2015 0

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Pubblichiamo una breve riflessione, frutto della testimonianza diretta, di un amico di RadioCage, Marco Liuni, musicista e ricercatore che da anni vive a Parigi, da poco diventato cittadino francese.

Gli abbiamo chiesto di scrivere le sue impressioni dopo avere partecipato alla Marche Republicaine a Parigi. Quello che segue è il suo prezioso resoconto.

L’attentato alla redazione di Charlie Hebdo è avvenuto pochi giorni fa, e in questo momento l’allerta antiterrorismo in Francia è al livello più alto. Le persone che oggi sono scese in piazza, circa un milione e mezzo a Parigi e più di 3 milioni in totale in Francia, lo hanno fatto malgrado lo stato di allerta, e con la scritta “not afraid” ben in vista.

Chi si aspettava una manifestazione contro qualcuno o qualcosa è rimasto deluso, è stata in primo luogo una manifestazione di solidarietà. È stata di tutti, ho visto tante bandiere oltre a quella francese, così tante che ho dovuto leggere la stampa par trovare una lista: Israele, Palestina, Tunisia, Mali, Congo, Africa del Sud, Spagna, Austria, Belgio, Germania, Ucraina, Libano, Turchia, Giordania, Gibuti, e le bandiere della rivoluzione siriana; accanto a “je suis Charlie“, tanti “je suis juif“, “je suis flic“, in memoria degli ebrei e dei poliziotti uccisi insieme ai giornalisti nei diversi attentati, ho visto anche qualche “je suis musulman“.

Cittadini prima di tutto, fieri di un paese che può rispondere alla paura stringendosi ai valori di libertà e fratellanza alla base della propria costituzione: ho provato un profondo rispetto per le persone incontrate in piazza, insieme all’emozione per aver permesso a mio figlio di partecipare alla manfestazione tra le braccia mie e di mia moglie, e al timido orgoglio di essere da qualche mese cittadino francese.

Non era il giorno dei distinguo e delle analisi a tutti i costi in controtendenza, era il momento di saper dire tutti insieme cose semplici ed essenziali. Dire che questo paese è laico, e che la libertà non è oggetto di ricatto, quella di espressione come quella di religione. Concetti semplici, e tuttavia da ribadire, per arginare la speculazione sul lutto da parte dei Gasparri e dei Salvini d’oltralpe. Non ho strumenti per anticipare ciò che succederà una volta passata l’emozione collettiva, ma la risposta data dai cittadini francesi ai tragici eventi di questi giorni è una testimonianza esemplare di senso civico e un messaggio chiaro a chi spera di usare queste morti per alimentare politiche di chiusura e intolleranza.

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