Matteo Salvini detta l’agenda politica.

Federico Bernini 9 aprile 2015 0

È Matteo Salvini che continua a dettare l’agenda delle questioni politiche “extra-parlamentari“, lo ha fatto di nuovo ieri quando ha sostenuto l’utilizzo della ruspa per radere al suolo e spianare tutti i campi rom presenti in Italia.

Il fatto che Salvini non sia nuovo a certi tipi di esternazioni violente, irresponsabili e soprattutto mistificatorie della realtà non è una novità. Che Salvini spesso, quando è politicamente utile per lui, non dica tutta la verità anche questa non è una novità visto che Maroni, quando fu Ministro, di fatto stabilizzò e “istituzionalizzò” la presenza di campi rom stanziali nelle periferie delle nostre città e che grazie alle politiche del centro-destra, spesso condizionate dalla Lega Nord, negli anni sono state costruite politiche di emarginazione e segregazione delle comunità rom.

Al netto di queste mezze verità e del pregiudizio sommario che si ha nei confronti delle comunità rom, peraltro quella italiana è la più piccola tra i principali paesi europei, va sommato il dato non trascurabile che i rom e sinti, pur essendo una minoranza, in Italia risiedono da secoli e sono italiani come i rom abruzzesi, pugliesi, calabresi, napoletani.

La grande migrazione di rom venuti dall’europa è un fenomeno tutto novecentesco e che va di pari passo con le principali crisi e destabilizzazioni politiche dell’est europa. Le due ultime grandi migrazioni vi sono state a metà degli anni ’90 dopo la guerra nella ex-jugoslavia e dopo l’ingresso della Romania nella Comunità Europea.

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In questi termini si aprirebbe dunque per Salvini uno scenario inquietante, parlare di rom come se fossero, spesso di fatto lo sono, cittadini italiani, ma questo non aiuterebbe la sua agenda politica e neppure la scalata del suo gradimento come leader del centro destra alle prossime elezioni, e quindi Salvini che fa? Mistifica la realtà e lo fa bene perché ogni giorno guadagna spazio sui giornali, sui media, sulle emittenti radiofoniche.

Il problema è che in Italia si è ormai diffusa una certa abitudine a prendere per vero tutto ciò che appare semplice e risolutivo di quelli che sono falsi problemi: gli immigrati ci rubano il lavoro e sono dei delinquenti? Rimandiamoli a casa, fermiamo i barconi. I rom rubano e sporcano? Radiamo al suolo i campi rom. L’euro è una condanna per gli italiani? Usciamo dall’Europa. E così via.

Eppure al di là delle castronerie e della pura propaganda è evidente un aspetto, banale ma evidente: questo modo di ragionare, parlare, presentarsi in pubblico ha di fatto costruito una cultura, un modo di fare dove il senso delle parole e il loro reale punto di caduta non hanno più molta importanza, dove la responsabilità del ruolo che si ricopre non richiede l’utilizzo di un linguaggio adeguato, vero e in grado di valutarne gli effetti.

Bene, ma veniamo a un’altra triste constatazione sulla base di quanto detto precedentemente e prendiamo come esempio la puntata di Otto e Mezzo, programma condotto dalla giornalista Lilli Gruber su La7 che ieri sera aveva come ospiti Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, e Debora Serracchiani, vicesegretario del Partito Democratico.

Prima annotazione: Salvini nella mattinata di ieri durante il programma di MattinoCinque su Canale 5 alle ore 9,19  promette ruspe e demolizioni forzate dopo un preavviso di 6 mesi, la sera Salvini è dalla Gruber. Conclusione: Salvini detta l’agenda politica “extra-parlamentare”.

Seconda annotazione: Debora Serracchiani sebbene portatrice di uno stile diverso, educato, forbito, preparato, non riesce a scalfire, a bucare mediaticamente con il suo messaggio che è contro la violenza delle parole di Salvini, che i Rom in Italia non sono il problema, anche perché è una minoranza che vive nei campi, che comunque i campi devono essere superati a patto di creare delle condizioni abitative migliori, che fu Maroni a stabilizzare i campi Rom, e via e via e via.

Conclusione: tutte cose vere, anche condivisibili dal mio punto di vista, ma non è la strategia che forse serve per contrastare Salvini sul piano del dibattito mediatico.

Sono convinto che Salvini, al Governo, su questi temi farebbe altri danni, pericolosi e incalcolabili, ma in questo momento, dove si può permettere di dire qualunque cosa poiché non ha responsabilità dirette di governo e perché davanti a sé ha moltissimi cittadini che da quell’orecchio ci sentono, dato che oggi in Italia a vincere sono la paura, l’insicurezza della precarietà diffusa e anche un po’ di compiacente ignoranza, sarebbe utile che le forze politiche antirazziste, democratiche, riformiste, di sinistra trovassero cose vere e allo stesso tempo efficaci e intelligenti da dire, perché non c’è un salotto di intellettuali da convincere ma i tanti cittadini.

La prossima tornata elettorale, quella delle politiche, vedrà molto probabilmente Salvini leader del centro destra ed è bene iniziare fin da adesso a fare un po’ di palestra per capire come affrontarlo e sconfiggerlo politicamente e mediaticamente.

Infine sempre sul caso rom di ieri, una nota non posso non farla sull’esempio di pessimo giornalismo condotto da MattinoCinque e della disgustosa intervista fatta alle due adolescenti rom che parlavano di furto e di scippi come se fosse la cosa più normale. A parte il fatto che esprimo dubbi sulla verità delle due intervistate, sembrava una cosa costruita a tavolino, ma anche non fosse così lanciare in diretta nazionale un’intervista del genere provoca un effetto di generalizzazione falso e pericoloso delle migliaia di rom e sinti che molto probabilmente non si riconoscono in quell’intervista. Il messaggio implicito di quell’intervista (time line h 9.23 circa) era: siccome queste due ragazze sono rom e siccome parlano di furti come una cosa normalissima, tutti i rom rubano.

Tanto che Salvini ha preso la palla al balzo e su questo ha iniziato il suo comizio razzista.

Non solo i politici dovrebbero avere la buona abitudine a pesare le parole con responsabilità ma anche certi media e alcuni giornalisti hanno questo dovere, fare informazione sì, manipolare e mistificare la realtà sono un’altra cosa.

 

 

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