“Il Pifferaio Magico”: intervista alla regista dello spettacolo Francesca Ricci

Silvia Trovato 16 aprile 2015 0

evento

 

C’è una città come tante. Ricca, avida, opulenta, consumista. C’è una città come tante. Mal governata. C’è una città invasa da topi. Topi che non si nascondono, ma escono allo scoperto per mangiarsi tutto.

Il governo non può più far finta di niente e promette “una bella poltrona” nel palazzo granducale a chiunque riesca a liberare la città dalla piaga dei topi.A farsi avanti un pifferaio incantatore che con il suono della sua musica riesce nell’intento

Aspettando la prima dello spettacolo teatrale “Il Pifferaio Magico”, che si terrà venerdì 24 aprile al teatro Goldoni alle ore 21, abbiamo incontrato Francesca Ricci, regista dello spettacolo, che ci ha parlato di questo progetto e dato qualche anticipazione sulla storia. In fondo a questo articolo troverete anche il “teaser” di presentazione dello spettacolo.

Il Pifferaio Magico” liberamente tratto da “Topo dopo Topo”di Bruno Tognolini è un progetto promosso da Coordinamento Femminile ANPI-ANPPIA e ARCI Solidarietà Livorno con il contributo della Regione Toscana – Progetto “Teatro in carcere” e del Comune di Livorno
in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Livorno.

Francesca Ricci ci racconta del teatro in carcere e della preparazione di questo spettacolo     «Il progetto “Teatro in carcere” è finanziato dalla Regione Toscana e da 15 anni è curato a Livorno da Arci Solidarietà; il nostro è un laboratorio permanente che teniamo due volte alla settimana presso la Casa Circondariale di Livorno e con questo progetto abbiamo l’opportunità di portarlo in scena al teatro Goldoni. Il 24 aprile porteremo in scena per la prima volta lo spettacolo all’esterno: quest’anno la favola scelta da Anpi e Anppia è quella del “Pifferaio Magico”.

Ho lavorato sul testo originale ma poi ho deciso di ispirarmi ad uno scrittore e poeta a cui sono molto legata che è Bruno Tognolini che scrive per rime e filastrocche, un linguaggio espressivo che mi ha sempre ispirata. Partendo da questa passione per Tognolini ho deciso di adottare il suo testo, “Topo dopo topo”, le parole del nostro testo teatrale sono quasi tutte sue, ma ho apportato delle modifiche alla storia, per renderla più attuale. Nel pifferaio di Hamelin, il premio offerto per liberare la città dai topi è la figlia del borgomastro; io ho deciso di far promettere al “nostro” pifferaio la poltrona al governo della città, al posto della figlia del borgomastro. Ci sono molti riferimenti alla città di Livorno nel nostro spettacolo ma in realtà le parole di Tognolini possono rispecchiarsi in tutte le città di provincia e del mondo. Il messaggio è che l’opulenza sfrenata, il capitalismo più corrotto, l’individualismo accecante si combattono con la cultura, con la poesia, con l’arte che saranno gli strumenti da utilizzare per salvare la città.

Si tratta di un messaggio ancora più forte se pensate al contesto del carcere, dove noi andiamo a fare un’attività teatrale e culturale. L’articolo 27 della Costituzione sancisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” ma nella realtà attività simili a quella che portiamo avanti nel carcere delle Sughere non sono all’ordine del giorno nelle carceri italiane. Questa situazione rende ancora più potente quella che è la morale della favola, che la cultura aiuta a capire, a rieducare, a riqualificarsi, a mettersi alla prova, a meravigliarsi. Dare ai detenuti la possibilità di sperimentare il linguaggio teatrale, studiando un testo, interpretando un personaggio, portandolo in scena davanti a tutti, permette loro di trovare una via espressiva alla grandissima energia che hanno, pur essendo reclusi, e aggiungerei, anche perché sono reclusi. È un’energia che secondo me incentiva l’interpretazione attoriale, io poi ho la convinzione che tutti siamo attori, attori della vita.

In questo spettacolo abbiamo sette attori, cinque saranno presenti al Goldoni, due non potranno essere sul palco e reciteranno attraverso dei video che abbiamo girato in carcere; gli attori presenti al Goldoni quindi si interfacceranno con le proiezioni di questo video. Dall’esigenza che avevamo di trovare un modo di includere i due personaggi che non potranno essere sul palco, abbiamo pensato alla soluzione del video, per cui lo spettacolo che vedrete sarà anche un video-spettacolo. Insieme al video-spettacolo ci saranno i balletti delle scuole di danza che collaborano con noi, saranno cinque balletti a tema: chi interpreterà i topi, chi il gatto distrutto dalla mancanza dei topi, chi la città che verrà. “Il Pifferaio Magico” racconterà una storia politica, una storia sociale, una storia d’arte e speranza creativa; il nostro pifferaio poi non suona il piffero ma suona il tam, è un percussionista».

  1. TeaserIlPifferaioMagico


Lo spettacolo sarà interpretato dai detenuti della Casa Circondariale di Livorno: Ivo Casalini, Youssef Fathi, Mirko Fantozzi, Fethi Megri, Bilel Ouni, Daniel Tedesco, Daniele Testagrossa, con la partecipazione di Alessio Traversi e la collaborazione di Antonella Marcianò Con la partecipazione delle scuole di danza: Arabesque, Atelier delle Arti, ArteDanza, Ex-it Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento                                                                     Organizzazione interna: Lucio Coronelli                                                                     Organizzazione generale: Michela Capecchi, Francesca Ricci                                       Supporto tecnico: Eleonora Luciotto, Federico Paoli

Lascia un commento »