“Poesie che si avverano”: la rubrica poetica di Radio Cage

Silvia Trovato 18 maggio 2015 0

Di Viola Barbara

Foto di Viola Barbara

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La terza vita

Protocollo.
Donna sola
in una stanza
vuota
non necessariamente
al buio
ma sola
non si muove
non emette suono
sta ferma
possibilmente
seduta.
Entra nella stanza
non più vuota un uomo
e cammina piano.
La donna
non più sola
inizia a camminare
in sincrono
con l’uomo, piano.
Quella è una donna
vuota
che viveva
se non per scimmiottare.
Non ci serve,
dicono coloro
che guardano dal vetro
invisibile la stanza
vuota e seguono
premono
registrano
ridono
commentano
e seri hanno
in mano fogli
verità.
Rubano alla
donna vuota
l’anima e la gettano
nel buco di amianto
e non emettono
verso
non sentono rimpianto
non sentono.

Protocollo.
Donna sola
in una stanza vuota
grida
chiede
banalmente aiuto
trema
piange con le mani
davanti agli occhi
prova a dormire.
Entra da sotto la porta
una busta
lettera indirizzata
alla donna vuota
che legge

‘Leggi!
affetta da sindrome
di normalità, esca
dalla stanza
non prenda le sue
cose, vada.’

Protocollo.
Donna sola in una stanza
vuota
chiede musica
che non riceve
balla
particolarmente bella
e brava
balla per un’ora.
Riposa cinque
minuti di telefono
si rialza e canta
un pezzo suo, si applaude
ride e dice di avere
fame.
Entra un panino
dal buco
lo mangia
si apre la porta
esce ed entra
in un’altra porta,
c’è una stella
sulla porta
una stella gialla.
Troverà dei fiori al suo interno.

Protocollo.
Donna sola
in una stanza
con un computer
aperto su una pagina
bianca con sovrascritta
o per meglio dire
digitata la parola
in caratteri
‘SCRIVI!’,
cubitali.
Inizia
dal titolo:

‘La terza vita’

Esiste una terza
vita
che non ammette
scansioni temporali
regole di svolgimento
gradazione di colore
alternanza di fatto
e potenza, potenza e
fatto.
Non chiede
fasi ritmate
può essere piatta
liscia
orizzontale
per un lungo non tempo
poi di nuovo
montagne di neve
marionette coi fili
parole d’amore
e nebbia e pioggia
che anche in sogno
non si ferma.
Esiste una terza vita
fuori dal tatto, dal gusto
ma si ode in terza vita
si vede con gli occhi
che forse occhi non sono
ma fari che proiettano
scene che appartengono
solo all’essere che le ha
messe in scena
portate in vita, quella
terza vita.
Dove nessuno disturba
nessuno chiama
a meno che non si voglia
farlo entrare
nella stanza vuota.
Una terza vita
dove esiste
totale libertà.
Esiste una terza vita,
quella del pensiero,
e lì si può star bene.

Foto di Viola Barbara

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