“Poesie che si avverano”: la rubrica poetica di Radio Cage

Silvia Trovato 8 giugno 2015 0

Di Viola Barbara

Immagine tratta da Google Images

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Per questo
8 giugno,
lunedì, scrivo
una poesia
per Marguerite
Yourcenar,
sperando
che dall’aldilà,
per il suo compleanno
apprezzi e
come vento
soffi.

Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck De Crayencour
Tutto quello che hai scritto
fiore illuminato
Margherita dai petali cangianti
io l’ho letto, so quel hai detto
ricordo ciò che hai fatto.
A otto anni leggevi Racine,
masticavi Aristofane
a undici parlavi
già greco e latino,
tu piccolo genio eterno
tu che hai detto che il tempo
è un gran scultore
e io con la tua prosa e versi
ho fatto l’amore.
Come quando hai scritto
‘Non saprai mai’
che la tua anima viaggia
come in fondo
al mio cuore,
dolce cuore adottivo,
gli altri amori, gli anni
mai impediranno quel che sei stata,
che un po’ della tua voce
suona nel mio canto
e che un poco ancora vivi
perché ti sopravvivo.
Non saprai mai
che con te ho viaggiato
in aereo
che ho portato le memorie
in Francia, in Marocco,
a casa tua negli Uniti Stati,
e perso
spersa a Londra
‘Come l’acqua che scorre’.
Non saprai mai che sono
stata Zenone, filosofa
che
le nostre idee,
i nostri idoli,
e le nostre visioni
come a te
mi sembrano generati
dai sussulti
della macchina umana,
al pari del soffio delle narici
o delle parti basse,
del sudore
e dell’acqua salata delle lacrime,
del sangue bianco dell’amore,
dei liquami
e degli escrementi del corpo.
Come a te
mi irrita che l’uomo sprechi
la propria sostanza
in costruzioni nefaste,
che parli di castità
prima di aver smontato la macchina del sesso,
e disputi di libero arbitrio
invece di soppesare la morte.
Non saprai mai che tutto questo
da te ho appreso
tu che rinnegavi i libri
dicendo che non ti avevano dato niente.
Sono stata Adriano,
sarò la tua memoria
ricorderò di quanto hai amato
per la vita, una donna,
Grace Frick e di quanto
la sua morte ti abbia lacerato.
Ma d’altra parte
come hai detto,
(non saprai mai che io ricordo)
‘S’avvicina la morte, e il suo rumore:
fratello, amico, ombra, che importa?
La morte è la sola nostra porta
per uscire da un mondo

dove tutto muore’

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