Lercio al Teatro Officina Refugio: intervista al redattore Andrea Michielotto

Rosanna Harper 11 luglio 2015 0
Lercio 11

Michielotto al Teatro Officina Refugio

Il caldo afoso che ha avvolto Livorno, come in una specie di bolla, non ha fermato l’incontro, che qualche sera fa, era il 2 luglio, si è svolto al Teatro Officina Refugio con i redattori del seguitissimo sito web satirico Lercio – Lo sporco che fa notizia. L’iniziativa, promossa dal periodico livornese Senza Soste, ha richiamato la partecipazione di numerose persone, e l’intervento di Andrea Michielotto, che oltre a scrivere le notizie di Lercio, seleziona gli articoli più lunghi e si occupa degli eventi in Toscana e Liguria. Michielotto, durante il suo lungo e seguito intervento, ha mostrato alcune delle “notizie” più virali proposte da Lercio, ma ha parlato anche dell’origine di Lercio,  di informazione e, di satira. <Siamo un gruppo di 40 persone – ha spiegato Michieleotto, tutti appassionati di satira, provenienti dalla Palestra di Luttazzi, una rubrica che prendeva a modello la formula dei grandi show all’americana. Un esperimento di satira collettiva che riuniva le battute dei frequentatori della Palestra, quantomeno quelle dei più assidui>. Luttazzi, come lo stesso Michielotto ha aggiunto, decise di chiudere la Palestra nel 2011: è a questo punto che prende forma “Acido Lattico”, un collettivo satirico con impostazione più classica. Ma è con l’avvento dei blog, con la diffusione del giornalismo web, e dal blog personale di Michele Incollu, come parodia di Leggo.it che, intorno al 2012, sorge Lercio, come parodia del giornalismo classico. Un mese dopo la sua costituzione, Lercio aveva già superato il numero di fan di Acido Lattico: le notizie false avevano successo. <Facciamo – ha detto Michielotto – “fake journalism news”, ispirandoci a riviste come il “Vernacoliere”, “Il Male”,  “Cuore”, ma anche l’americano The Onion, il tedesco “Der Postillon”>. Michielotto, successivamente, ha passato in rassegna alcune notizie e ultime ore di Lercio, tra vecchie e nuove,  che, sul web, hanno richiamato molti lettori e visitatori: tra le più recenti, del 2014, ha citato, ad esempio, quella che titola: “Jovanotti parla di Tsipras: logopedista impazzisce e stermina la famiglia”. Il redattore, inoltre, ha parlato di come notizie false, di Lercio, spesso vengono scambiate per vere, non solo da internauti, probabilmente poco informati, ma anche da giornali.  E di come, talvolta,  notizie di testate nazionali spesso richiamano (presumibilmente in maniera involontaria) quelle dissacranti di Lercio.  Una sorta di confusione che si crea, dunque, tra serio e faceto. Dal vero, o verosimile che sia,  prende forma “Ah ma non è Lercio”, ovvero, come si legge dall’omonima pagina Facebook: “quando la realtà supera l’ironia, quando la grammatica è fantascienza, quando informare è sinonimo di divertire… non ci resta che piangere”. Contatto alcuni giorni dopo l’iniziativa a Livorno, Michielotto, con molta disponibilità, ha risposto ad alcune domande su Lercio. La prima, più tecnica: da quante persone si compone la redazione di Lercio e come viene suddiviso il lavoro? <In redazione siamo 40 – ha risposto Michielotto. Ognuno di noi è autore di articoli lunghi e Ultim’Ora, poi ci sono gruppi più ristretti che si occupano di selezionare queste notizie, un gruppo che si occupa della grafica, uno che si occupa degli articoli proposti dai lettori, uno che tiene i contatti per collaborazioni, presentazioni etc>.  Perché Lercio è diventato fenomeno virale sul web? <Per far diventare un articolo virale – ha spiegato il redattore – ci vogliono tanti ingredienti: intercettare un tema caldo, possibilmente divisivo, trovare un titolo corrosivo e un’immagine efficace, una operazione, questa, spesso complicata a causa del copyright. Penso che ai nostri lettori piaccia fare delle belle risate liberatorie: ovviamente questo avviene più facilmente se il bersaglio satirico della notizia è qualcuno/qualcosa che il lettore non ama>. Ha aggiunto: <Il successo del sito probabilmente viene anche dal fatto che abbiamo occupato una nicchia che era libera in Italia: la parodia del giornalismo 2.0 sensazionalistico, che privilegia la velocità e il click-baiting all’approfondimento>. Quali sono i temi caldi più dibattuti? <Cerchiamo di trattare i grandi temi della satira: politica, sesso, religione, morte. I più grandi flame si scatenano di solito quando entrano in gioco una o più categorie tra cui: grillini, vegani, animalisti, leghisti, fascio, razzisti. L’ultimo gruppo è quello che in genere preferiamo stuzzicare – ha risposto>. Che cosa, secondo te, crea nei lettori  confusione tra vero e inventato? <Se un lettore scambia per vera una nostra notizia – ha concluso Michielotto – spesso è perché la legge con superficialità, magari non andando oltre il titolo. Altre volte perché purtroppo non ha gli strumenti per interpretare correttamente un testo scritto, cosa tanto più grave se si pensa alla quantità di informazioni a cui veniamo sottoposti ai giorni nostri. Il nostro intento comunque è sempre fare satira, non diffondere bufale: non vogliamo che la gente creda alle nostre notizie, ma che si diverta e magari sviluppi maggior senso critico e una sana diffidenza>. Su Lercio è uscito un libro nel novembre 2014, dal titolo “Un anno Lercio. Il 2014 come non l’avete mai letto”.

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