“Orfanificio” la performance di Teatro d’Emergenza a cura del Teatrofficina Refugio

Silvia Trovato 4 agosto 2015 0

Di Rosa Caramassi

Foto di Marco Filippelli

Foto di Marco Filippelli

Foto di Marco Filippelli

Il Teatro d’Emergenza quest’anno ha presentato, in dieci repliche nei giorni di Effetto Venezia (anzi di Effetto Refugio) e due repliche straordinarie, il nuovo spettacolo Orfanificio.
Orfanificio nasce dalle radici del Bomba Tour dell’estate 2014, durante il quale per la prima volta è stato possibile visitare il palazzo del Refugio e la chiostra, dove è stato messo in scena. Lo spettacolo prende forma dalle ricerche storiche e da tutta la documentazione degli archivi del Comune di Livorno.
Il Refugio era un orfanotrofio costruito su modello dell’ospizio di Firenze I Monellini e venne fondato dal Granduca Francesco III incaricato dal Marchese Carlo Ginori, governatore della città e del porto di Livorno.
I lavori cominciarono nel 1755 e durarono due anni. Nel 1757 i bambini vagabondi erano già dentro.
La sveglia al Refugio è alle 6, i giorni di svago non ci sono e se per questo neanche le ore. Dopo la sveglia la scuola e dopo la scuola le esercitazioni. Al centro della chiostra un albero maestro per poter iniziare i ragazzi alle professioni marinaresche. Il cielo rimane solo un quadrato sopra i loro occhi.
La storia ha tre messe a fuoco di tre secoli diversi:
• Un orfano con “comportamenti molesti” del 1700
• Un orfano del 1800 che diventerà trombettiere e morirà in guerra con la sua tromba in mano (la sua compagna ma non con il suo scudo)
• Un orfano che avrebbe sempre voluto sentire il vento tra i capelli e fu mandato a lavorare nei sommergibili.
Tre finestre che si aprono su un brusio di bambini e di altre storie.
L’orfanotrofio venne evacuato e trasferito nel 1943 perché danneggiato mentre quello femminile in Piazza del Luogo Pio (detto Case Pie, ultimato nel 1682) venne raso al suolo.

Il Teatro d’Emergenza ha costruito in una settimana di prove uno spettacolo di 15 minuti che ti lascia una certa fame e, grazie alla sua durata, non ti sazia fino a farti scoppiare.
Ambientare Orfanificio nel luogo che viene raccontato è suggestivo e veritiero e quindi una necessità.
Il Manifesto del Teatro d’Emergenza [TDE]

1 . Il Teatro d’Emergenza è azione teatrale. Dove c’è urgenza, ecco il Teatro d’Emergenza.

2. Il Teatro d’Emergenza è un teatro espresso, diretto, sintetico: un teatro percambiare.

3. Il Teatro d’Emergenza è DI tutte e DI tutti.
E’ un teatro aperto e collettivo. Chi c’è, lo fa.

4. Il Teatro d’Emergenza è PER tutte e PER tutti.
E’ libero, gratuito, popolare.

5. Il Teatro d’Emergenza prende posizione, non è mai
neutro, mastica e sputa i fatti politici e sociali.

6. Il Teatro d’Emergenza scuote, apre gli occhi, cambia
chi lo guarda e chi lo fa.

7. Il Teatro d’Emergenza non è mai statico, occupa lo
spazio scenico a seconda dell’urgenza.

8. Il Teatro d’Emergenza è autogestito.

9. Il Teatro d’Emergenza è antifascista.

10. Il Teatro d’Emergenza non è Teatro, è una necessità.

[TOR – Livorno, Febbraio 2014]

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