Venerdì 28 Agosto, a Castiglioncello, incontro : ” Donne che ridono, che si innamorano, che si arrabbiano”

Ismaele Perini 26 agosto 2015 0

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Venerdì 28 agosto, alle ore 18.00,
 a Castiglioncello, a La Limonaia Caffè, per gli Incontri al Castello Pasquini, la rassegna di appuntamenti con i libri curata da Gloria De Antoni e organizzata dal Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con Armunia, a cura delle Edizioni Erasmo e Del Boccale, incontro a più voci “Donne che ridono, che si innamorano, che si arrabbiano”, con le scrittrici: Paola Pasqui
”Ovunque…ma non a Livorno” (2012) e “La cittadinanza grata pose” (2013) – Edizioni Erasmo; Antonella Panza
”La rivolta delle brave bambine” – Edizioni del Boccale, 2015; Donatella Stefanini
”Il secondo martedì del mese” – Edizioni del Boccale, 2014. Coordina l’incontro lo scrittore Michele Cecchini.

“La rivolta delle brave bambine” (Edizioni del Boccale), sette racconti politicamente scorretti di Antonella Panza. Il libro parla di donne, con un linguaggio libero da luoghi comuni e preconcetti, perché: non tutte le madri amano i propri figli, non tutti gli anziani sono miti e saggi, non tutti i principi sono azzurri, non tutti i grandi artisti sono grandi persone e non tutte le brave bambine lo sono per tutta la vita.

“Ovunque…ma non a Livorno” (Edizioni Erasmo) Il primo esilarante libro di Paola Pasqui, la grande attrice comica livornese che ci porta per mano per i vizi e le virtù delle donne livornesi. La persiana è un tipico cocktail livornese a base di anice e menta molto  diffuso nei quartieri popolari della città.

“La cittadinanza grata pose” (Edizioni Erasmo) Tanti racconti in cui gli aspetti di vita sono rappresentati con l’ironia e l’intelligenza di chi sa guardare e vedere oltre. Paola Pasqui riesce a coniugare italiano da Zingarelli col vernacolo in modo stupendo, aggiungendo, e ciò non dispiace, la giusta tonalità per strappare applausi.

”Il secondo martedì del mese” (Edizioni del Boccale) romanzo di Donatella Stefanini. “Barbara lasciò che la porta a doppio battente si chiudesse silenziosa dietro di lei. Come ogni sera, concludeva il giro dell’albergo passando dalla cucina. Era una sua consuetudine quella di andare ad augurare buon lavoro al personale che vi lavorava. Fino a due anni prima
era anche un giro di controllo, ma da quando si era insediato il nuovo chef non c’era assolutamente bisogno di alcuna ispezione perché tutto procedeva a dovere; solo che le piaceva quel mondo di acciai luccicanti, e vedere uno staff di dieci persone muoversi velocemente e lavorare in sincronia perfetta la appagava. Perfino il sottile profumo dei cibi in cottura che aleggiava nell’ambiente le pareva armonioso…..”

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