Sinfonico Honolulu al The Cage Theatre: live report

Rosanna Harper 28 ottobre 2015 0

SInfonicoo11di Rosanna Harper

Una sferzata di energia e di buon umore è quella che ha travolto il numeroso pubblico che, sabato 24 ottobre, ha riempito gli spazi del The Cage per assistere al concerto travolgente e coinvolgente dei Sinfonico Honolulu. L’orchestra livornese, schierata con 10 elementi, 8 ukulele, basso e percussioni, è salita sul palco del Teatro di via del Vecchio Lazzeretto dove ha regalato, per quasi due ore, una performance ricca di contaminazioni sonore, tra melodie esotiche e mediterranee, proponendo brani inediti del loro nuovo album “Il sorpasso”, ma anche tante, e belle, cover di brani conosciuti e d’autore, o meglio riletture – come il gruppo ha precisato – che hanno fatto cantare e ballare il pubblico eterogeneo, intergenerazionale, entusiasmandolo.

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Foto di Francesco Raffaelli

Ukulele schierati sul palco, i Sinfonico Honolulu hanno aperto il live con il pezzo inedito dal titolo “Apnea” del nuovo album, al quale ha fatto seguito una magica rilettura di “Fra cent’anni” di Piero Ciampi, primo singolo uscito a giugno scorso. Il suono degli ukulele dei Sinfonico Honolulu, guidati dalle voci di Steve Sperguenzie, Luca Carotenuto e Giorgio Mannucci, dalle percussioni di Matteo Scarpettini e dal basso di Daniele Catalucci, si unisce, come in una perfetta sinfonia, in “Be Lost”,  inedito del nuovo album, a cui fa seguito una bella e incalzante interpretazione di “Storia d’Amore” di Adriano Celentano, che sembra caratterizzarsi da crescenti sonorità dal sapore esotico . Sul versante cover spicca una bella versione –  “magical mystery” – di “Eleanor Rigby” dei Beatles, a cui va l’omaggio doveroso della band. Luci soffuse, atmosfere sognanti, suono crescente per il rifacimento di “Please, please, please, let me get what i want” degli Smiths che regala al pubblico un brano da ascoltare e da cantare. Gli “uooo” intonati dalle voci principali aprono “Un giorno come gli altri”, del nuovo album, il cui ritornello recita: “non mi riconosco in questa strada che una volta era periferia, non mi riconosco in questo stadio che una volta era periferia, non mi riconosco in questa radio …”. Segue l’interpretazione dell’inedito “Neanche un minuto” in cui voci e cori si uniscono all’unisono. Sonorità blues e hawaiane che evocano paesaggi di mare e memorie di vacanza in “Luna” (nuovo album), che lasciano il posto a suoni ancora marrittimi, del porto, ma più locali offerti da una bella interpretazione di “Livorno” di Piero Ciampi in cui si fa largo la presenza di un ospite, il musicista Antonio Pascuzzo che, insieme ai Sinfonico Honolulu, si esibisce con un  il suo pezzo dal titolo “Un bacio” che suscita i consensi e gli applausi del pubblico. Spazio a vibrazioni più rock con la cover, che arriva dalla voce di Giorgio Mannucci, di “Someday” dei The Strokes, mentre dal il timbro caldo e rpfondo di Steve Sperguenzie prende forma  il rifacimento di “Gelati” degli Skiantos che vibra come un affettuoso omaggio punk a Roberto “Freak” Antoni. Atmosfere ipnotiche per l’inedito “Tutto fa un po’ male”, che nel nuovo album è interpretato da Mauro Ermanno Giovanardi, a cui segue l’interpretazione di “Vento d’estate” (nuovo album), della coppia Gazzè-Fabi, molto seguita e sentita dal pubblico, soprattutto da chi, come me, nel 1998, era una giovane adolescente. Sonorità esotiche, spumeggianti e spensierate per “Perfetto”(nuovo album) che scatena il balletto divertito dei membri dell’orchestra; segue “La storia scritta in un attimo” che, attraverso lnoti ondeggianti e fluttuanti degli ukulele, sembra uscire dalla colonna sonora di un vecchio film western. Il palco si dirada di presenze, le luci si fanno più intense e calde quando Luca Carotenuto intona, con voce echeggiante, “Natale”(nuovo album): “una canzone che parla del Natale quando e dove volete voi” – commenta il cantante. Il live prosegue con la cover di “Disco Labirinto” dei Subsonica e Bluvertigo che accende il pubblico in un coro collettivo; segue l’interpretazione di un grande classico senza tempo, “Vecchio Frack“, dell’indimenticabile Domenico Modugno, cantata magistralmente nel nuovo album da Appino. Ancora tempo di cover: Giorgio Mannucci  propone un pezzo dei Mandrake, gruppo livornese di cui fa parte, a cui fa seguito l’interpretazione di “Break on through (to the other side)”, dei Doors, con cui il cantante Steve Sperguenzie si lancia in movimenti “tarantolati” che tanto ricordavano quelli del “re lucertola”. Finale energico, spensierato e movimentato con la cover di “Hey Ya!” degli OutKast, con quella di “These boots are made for walking” di Nancy Sinatra e, infine, con il rifacimento di “Storia d’amore” di Celentano.

Sinfonico Honolulu1I Sinfonico Honolulu concludono il concerto mostrandosi al pubblico nella loro interezza, insieme, uniti in un largo abbraccio. Il pubblico apprezza, ringrazia e propone un lungo e sentito applauso. La serata giunge al termine: torno a casa, incamminandomi lungo la discesa di via del Vecchio Lazzeretto, canticchiando, ancora con la voglia di muovermi, in una sera spensierata.

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