Storie d’arte punk rock indipendente: il mondo di Alberto Becherini

Silvia Trovato 30 novembre 2015 0

Di Silvia Trovato

Dalla scrivania del suo studio di Vada, agli art-work dei gruppi punk internazionali, da un immaginario fatto di musica, fumetti, illustrazioni, a una passione che porta in giro per il mondo, accompagnando tutti quelli che della musica fanno una questione d’arte e di vita.

L'art-work scelto dai RancidAlberto Becherini, classe 1985, vive a Vada ed è da qui che ha cominciato il suo percorso artistico, per essere precisi nel 2009 grazie a Myspace «nel 2009 i Rancid, uno dei più importanti gruppi punk rock statunitensi, indissero un contest dalla loro pagina Myspace -racconta Alberto- si trattava di una chiamata aperta a tutti gli artisti del mondo che volessero partecipare e il disegno che avrebbe vinto sarebbe stato usato per il merchandising del tour del loro ultimo album». All’epoca Alberto non usava ancora la computer grafica e il disegno era una sua passione «il mio immaginario artistico si colloca saldamente nella musica punk rock, nel mondo del fumetto, della pubblicità anni ’50 in versione “catastrofica”, nella pop art, e l’idea di partecipare al contest la colsi immediatamente -spiega Alberto- e fu così che mandai i miei disegni e vinsi questo concorso grafico proprio per i Rancid che sono uno dei miei gruppi di riferimento, per un fan come me la soddisfazione fu unica, mi lasciò senza parole».

Da Vada il disegno di Alberto approda in California e accompagna il tour dei Rancid e da qui si apre un cammino che porta la sua arte e la sua creatività in giro per il mondo e il Belpaese, lavorando come freelance per uno sterminato elenco di gruppi della scena punk rock nazionale e internazionale «a partire da questa esperienza sempre muovendomi via Internet iniziai ad avere a che fare con etichette e case discografiche, dalla Epitaph alla Warner Music -continua- all’epoca lavoravo come metalmeccanico alla fabbrica Solvay con un contratto a tempo determinato che non fu rinnovato e colsi questa occasione per continuare ad approfondire il mio percorso artistico; mi iscrissi alla Scuola internazionale di Comics a Firenze con l’idea di dedicarmi a tempo pieno all’arte, continuando a collaborare con la scena musicale punk rock: Atreyu, Bring me the Horizon, Parkway Drive, Paramore, Flogging Molly e anche tanti gruppi della scena locale come Elara, Helia, Mr Bison e molti altri».

Alberto BecheriniAlberto racconta come la sua arte si leghi profondamente alla musica «da sempre per me il disegno si è legato alla scena punk rock e mi piacerebbe anche sperimentare sempre con questo stile il mondo dell’illustrazione per bambini, del fumetto, contaminando i linguaggi visivi». Nel lavoro di Alberto il disegno si lega a tanti mondi e materiali: poster di festival come il “Filler” dedicato alla cultura del D.I.Y (Do It Yourself), magliette e merchandising dei gruppi, illustrazioni per magazine come XL, copertine di libri e dvd come la copertina di “Black Hole – Uno sguardo sull’underground italiano” di Turi Messineo, tavole da skateboard e progetti artistici collettivi. Per il progetto “This is not a love song” tanti artisti in tutta Italia hanno interpretato una canzone d’amore con un’illustrazione producendo una cassetta musicale fatta di carta «io ho interpretato il capolavoro dei Pearl Jam, “Black”».

L’incrocio tra web, passione, tenacia e un mondo creativo brulicante di idee e percorsi portano avanti la storia creativa di Alberto che dal suo studio di Vada continua a creare mondi legati alla musica che da sempre lo ispira «con un lavoro artistico sei in continuo cammino e devi provare, devi tentare e se hai idee, se credi di avere un talento da poter sviluppare provare; io ho cominciato dal contest dei Rancid ma il mio percorso è ancora in divenire, non mi sento “arrivato” da nessuna parte, ma se dovessi dare un consiglio direi di provare. Non basta essere un artista se sei indipendente devi fondere diverse figure professionali e devi credere nel tuo lavoro, dargli valore».

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