Il senso del Ridicolo: incontro con Paolo Nori. I repertori dei matti delle città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Parma, Cagliari, Andria e Livorno

Rosanna Harper 30 settembre 2016 0
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Paolo Nori

C’era uno che fingeva di essere suo fratello gemello. Se per caso incontrava qualche suo conoscente per strada che lo salutava lui gli rispondeva stupito “mi scusi signore ma io non la conosco forse si confonde con mio fratello gemello” e il conoscente allora prontamente si scusava imbarazzato dicendo che la somiglianza era davvero notevole (da Il repertorio dei matti della città di Bologna).

Paolo Nori ha portato, sul palco della seconda edizione de “Il senso del Ridicolo”, in piazza del Luogo Pio, I repertori dei matti delle città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Parma, Cagliari, Andria e Livorno. Lo scrittore parmigiano, intervistato, ha spiegato come è nata l’idea di raccogliere e coordinare questi piccoli libri, prendendo a modello Il repertorio dei pazzi della città di Palermo di Roberto Alajmo.

<Da maggio del 2015 – spiega Paolo – ho cominciato un lavoro uscito negli anni Novanta d Roberto Alajmo: un libro che si intitola Repertorio dei pazzi della città di Palermo. In questo libro ci saranno trecento pazzi: uno era lo stesso Alajmo che si includeva tra i pazzi di Palermo, un altro era l’attore Mario Cecchi, che in una occasione – siccome secondo lui una recita era andata male – si rifiutava di riconoscere le persone, i suoi amici che, alla fine della recita, andavano a fargli i complimenti. Altri, invece, sono veri e propri “squinternati” che girano tra le vie di Palermo>. <Ricordo – racconta Paolo, citando un repertorio dei pazzi di Palermo – di uno che voleva fare l’assicuratore: non era tanto apposto. I suoi, per dissuaderlo dall’intento, gli dissero: “Come assicuratore devi conoscere molta gente, tu ne conosci poca”. Allora lui aveva deciso di scendere in piazza, dove fermava i passanti a cui dava la mano, dicendo: “Permette? Rammacca”, senza lasciare la mano. Pensava che, in questo modo, avrebbe raggiunto il suo scopo>. Questo “Permette? Rammacca”, spiega lo scrittore, è entrato a far parte del gergo palermitano, tanto che, quando una persona si presenta dando la mano a un’altra persona, per scherzare si usa questa espressione. <Il libro di Alajmo – aggiunge Nori – mi è piaciuto molto: lo uso quando faccio seminari di letteratura in giro per l’Italia>. E così nasce l’idea di raccogliere repertori dei matti di altre città, organizzando seminari in ognuna, chiamando persone del posto. <Una volta – spiega – ero a Genova, città che mi piace molto, e siccome a me i genovesi sembrano un po’ squinternati, allora ho detto alle persone che facevano il seminario: “Perché non scrivete Il repertorio dei matti della città di Genova?”. Quando sono tornato a Bologna, guardando i bolognesi, ho pensato: “Potrei fare anche io il Repertorio dei matti della città di Bologna“. Poi sono andato a Milano, alla Marcos y Marcos, e nel tragitto per andare alla casa editrice, sulla metropolitana, guardando i milanesi, ho pensato: “Ma come sono squinternati! Si potrebbe fare un repertorio dei matti della città di Milano”. L’ho proposto all’editore di Marcos y Marcos, che mi ha detto di sì, e così abbiamo cominciato>. <Abbiamo fatto – aggiunge Nori – una piccola campagna pubblicitaria per informare che ci sarebbe stato un seminario dal quale sarebbe uscito un libro, abbiamo raccolto venti persone che si sono iscritte a questo corso e ci siamo trovati: ciascuno ha raccontato cosa faceva quello o quella lì, ogni storia parte sempre con “uno” o “una”>. Per quindici giorni i redattori sono andati in giro per la città a raccogliere le storie dei matti, raccontando le storie che conoscono, o chiedendo in giro, alla gente del posto. <Quindici giorni dopo, ci siamo troviamo tutti insieme: facciamo due giorni in cui leggiamo tutti i matti, vedendo cosa va bene o casa non va corretto – continua Nori. Dopo altri quindici giorni, quando ho tutto, monto il libro. Questo è successo in 8 città: siamo partiti da Bologna e Milano, poi Roma e Torino, poi Cagliari e Parma e, per ultime, Andria e Livorno. La cosa che mi piace è vedere il piacere con cui la gente racconta delle proprie o delle altrui pazzie>.

Ma chi sono i matti?

<I matti – spiega l’autore – sono tutti. Ci sono quelli che stanno veramente male, quelli che hanno avuto esperienze di cure psichiatriche>. E non solo. <Nel repertorio dei matti della città di Parma, sono finiti gli ultimi tre sindaci – conclude Nori. Nel repertorio dei matti della città di Livorno c’è anche il sindaco di Livorno e c’è un signore, mi hanno detto che si chiama Bellissima, che a Livorno conoscete tutti perché metteva in giro dei volantini stupefacenti>.

Rosanna Harper

Di seguito l’audio dell’intervista a Paolo Nori (con rumore di campane in sottofondo).


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