“Biciclette Interstellari – Viaggi da altri mondi” di Tatiana Nikolic

Silvia Trovato 1 giugno 2017 0

“Biciclette Interstellari – Viaggi da altri mondi”

Di Tatiana Nikolic

Dove siamo?! – mi chiedevo – ma non riuscivo a pronunciare una parola. La Nebbia copriva i tetti delle case che sembravano essere ricoperte di panna zuccherata. E sempre di zucchero sembravano i gabbiani che volavano come persi aspettando che sparisse il mostro di panna.
I miei occhi bruciavano però non capivo perché. Non potevo vedere quasi niente però mi sembrava che gli odori che sentivo prima non ci fossero più: l’odore di cibo salendo le scale di casa, l’odore del mare e l’odore del mio corpo. Il mostro di Nebbia mangiava tutto quello che toccava senza sentirsi colpevole.
Le miei mani erano congelate dal freddo che soffiava dalle montagne di Pardonia. Lì si stava bene e avevo imparato a conoscere la tristezza e il sentimento di felicità. Era il maggio del 2045 quando decisero di selezionare i sentimenti e costruirono la “Macchina di Nebbia” che ci avrebbe “dato quello che serviva”, dicevano.
Quando hanno eliminato il sentimento di paura a nessuno importava più niente. Senza la paura felicità e tristezza rappresentavano solo un ponte tra uno e l’altro e per attraversare i ponti serviva la Macchina di Nebbia, con le due ruote d’argento così potenti che brillavano come il Sole ed erano forti come la Luna. Per costruire la Nebbia potente che ci dava energia decisero di prendere la base bianca della Luna. Sono già 34 anni che il Sole ha perso la sua potenza e la Luna è l’unico pianeta che brilla con la sua energia bianca. Quando ho capito che i gabbiani non erano come pezzi di zucchero bianco ho capito che la Nebbia sarebbe tornata al suo posto. Dicono che la nebbia si trova in cima alla montagna di Pardonia, la più bianca montagna sulla Luna. Dove c’è la luce esiste la vita e la vita per noi esiste sulla Luna, unico organismo vivente dopo la morte del Sole. La vita sulla Luna è semplice: si mangia poco, si respira lentamente e non si cammina però si vola sulle macchine dalle due ruote spinte dalla Nebbia.
Quando la nebbia torna su Pardonia posso vedere i resti del nostro mondo perfetto, non bianco ma perfettamente nero, come i tetti delle case e le strade della Luna. Sento solo Paura. L’unico bottone sulla tastiera di sentimenti che non si è congelato di freddo mortale. Quando hanno costruito la tastiera dei sentimenti nel 2045 per organizzare la nuova vita sulla Luna hanno deciso di renderla sempre accessibile, e di inserirla sul manubrio della bici così da poter controllare il nostro mondo dei sentimenti, controllare la violenza e il senso di solitudine e povertà.
Solo io posso sentire la Paura. Sentimento vietato. Io sono il costruttore della Macchina di Nebbia. E mi hanno dato la Paura come unico sentimento per non dimenticare mai che io non posso sbagliare. Perché nel mondo perfetto non sbaglia nessuno.

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