Il racconto di Emergency della 3ASU del Liceo Cecioni

Silvia Trovato 7 agosto 2017 0

 

 

 

“Emergency”: un’associazione umanitaria che pone le sue fondamenta sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani!

Di Matilde Balzano e Giada Baglioni, 3ASU Liceo Cecioni

In relazione al progetto riguardante i diritti umani, la nostra classe (3°Asu) si è occupata di approfondire il lavoro che ogni giorno viene svolto dall’associazione “Emergency”. Infatti, abbiamo avuto il piacere di poter rivolgere qualche domanda al volontario Andrea Orlandi, che ci ha gentilmente fornito informazioni più approfondite riguardo l’associazione e la relazione che essa ha con la Dichiarazione dei diritti umani.

1. In che cosa consiste l’associazione “Emergency”? Quando è nata?

Emergency è un’associazione umanitaria nata a Milano nel 1994 con lo scopo di assistere in modo neutrale (non discriminatorio) e gratuito le popolazioni che soffrono le conseguenze delle controversie e della povertà e che, inoltre, si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze delle guerre e di promuovere una cultura che rispetti i diritti umani.

2. “Emergency” opera solo all’estero o anche in Italia? Come?

Emergency opera in 6 paesi: 3 africani (Sierra Leone, Repubblica Centrafricana e Sudan), 2 asiatici (Afghanistan e Iraq) ed in fine in Italia con il “Programma Italia”, che consiste nell’assistenza a soggetti che per ragioni economiche, difficoltà linguistiche, scarsa conoscenza dei propri diritti e del funzionamento del Sistema Sanitario nazionale non si vedono riconosciuto il diritto alla cura. Per questo motivo, in Italia Emergency opera con soli volontari in ambulatori e poliambulatori mobili per l’assistenza sanitaria in zone particolarmente critiche, ed in sportelli per l’orientamento socio-sanitario.

3. Come vengono raccolti i fondi per l’associazione?

Emergency non riceve denaro dallo Stato. Infatti su 100 euro di entrate solo 14 sono ascrivibili a finanziamenti da autorità pubbliche estere! I restanti 86 euro sono così suddivisi (dal bilancio, dati 2015): 29 da privati, 26 dal 5perMille, 15 dall’estero (privati e persone giuridiche), 7 da lasciti e donazioni in natura e 9 da enti locali, aziende o fondazioni.

4. Qual è lo scopo di “Emergency”?

Offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime di guerra, delle mine anti-uomo e della povertà, mettendo in pratica una medicina basata sui diritti umani che ad oggi ha curato 8 milioni di persone, consistenze in un’assistenza completamente gratuita, priva di discriminazioni di ogni tipo e di alta qualità fornita da un personale formato ed autonomamente operativo.

5. Come viene gestito il volontariato? Possono partecipare anche i minorenni?

Il volontariato è una componente molto importante dell’associazione, perché chi ne prende parte ha il compito di organizzare iniziative alla sensibilizzazione delle persone, che è ritenuta una parte molto importante, alla promozione di Emergency e alla raccolta fondi. In Italia si contano circa 4.000 volontari, che si riuniscono periodicamente in gruppi (in base al territorio dove si trovano), dove discutono di iniziative e si aggiornano su progetti che sono in corso in zone differenti dalla propria. Tutti possono diventare volontari, non c’è un limite di età e non c’è nessun obbligo, ognuno da a Emergency quello che può.

6. Emergency lavora anche rispetto a specifici articoli facenti parte della Dichiarazione dei Diritti Umani? Se sì, quali e in che modo?

Emergency fonda il suo intervento sul principio che il diritto alla cura sia universale, quindi agisce in modo che a chiunque sia garantita un’assistenza medica di elevata qualità, gratuita e completamente accessibile. Non si tratta di un’idea nuova, bensì semplicemente l’applicazione dell’Art.25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale. ”

Oltre a questo articolo che riguarda in modo specifico il lavoro che svolge l’associazione, essa basa le proprie fondamenta e i propri ideali anche su altri articoli facenti parte della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, come: l’articolo 23, ovvero quello sul diritto al lavoro, l’articolo 24 che è riguarda la pausa e lo svago dovute ai lavoratori, l’articolo 26 che tocca l’argomento dell’istruzione, ed infine, l’articolo 18 che riguarda la libertà di pensiero.
Emergency cerca di realizzare in concreto questi articoli, ad esempio, nei luoghi in cui è situato l’ospedale, si cerca di dare lavoro alla popolazione locale, prima costruendo lo stesso ospedale e dopo insegnando loro come gestirlo, si cerca di dare un’educazione, soprattutto ai bambini che sono pazienti nell’ospedale e allo stesso tempo di dare loro luoghi dove giocare e svagarsi. Rispetto all’articolo 18, all’interno dell’associazione non ci si può schierare politicamente e ideologicamente, tutti hanno diritto alla cura, indipendentemente dalla loro ideologia politica, dalla religione o la provenienza. Un esempio che si può citare è il padiglione per il culto presente nei pressi del Centro Salam di Khartoum, dove fedeli di religioni diverse possono pregare gli uni vicini agli altri, in un paese, il Sudan, da decenni dilaniato da problematiche di conflitti su base religiosa.

Si ringrazia Andrea Orlandi e Riccardo Tagliati, due volontari facenti parte del gruppo Emergency di Livorno, che ci hanno aiutato nella stesura di questo articolo.

L’articolo della 3Asu del Liceo Cecioni è frutto del laboratorio di Arci Solidarietà Livorno “Educare alla cittadinanza globale” promosso dalla Regione Toscana.

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